Archiviazioni mensili: dicembre 2011

L’ultimo dolore

L’ultimo dolore

Notizia improvvisa, inattesa, caduta per caso in una conversazione su altro.
Immaginabile forse, ma la realtà è sempre più vera, per definizione.
Il respiro si blocca, tutto il mondo si blocca, il tempo si blocca, per qualche interminabile secondo. Quanto basta per mettere in piedi una reazione che sembri normale, col desiderio unico di chiudere in fretta una telefonata.
E poi spingere sull’acceleratore, su un’autostrada troppo stretta per scappare.
Un dolore, l’ultimo spero. Una botta, proprio lí dove le ginocchia spezzate si erano faticosamente rimesse in sesto. Lí dove faceva così male, la memoria di un dolore riemerge.
Per lunghi minuti perdo il conto di tutto, non sento la musica, non so dove sono, non riesco a pensare. Spingo sul gas, per cacciare la voce che rimbomba in testa.
Spingo sul gas, diretta a Pistoia, come 4 anni fa. Piove anche oggi, ma stavolta non sarò chiusa in una stanza d’albergo: è un altro tipo di amore quello che mi attende. Mi arrampico sulle colline, dove il calore di due donne scalderà il freddo che è sceso.
In questa piccola casa, immersa in antichi sapori, fra distese di vigneti e panorami stupendi, curerò anche questo piccolo, ultimo dolore.

MareLori

MareLori

Sono come il mare (che paragone insolito per me).
Il mare calmo, che giace disteso sotto il sole, che gioca allegro coi riflessi e fa le capriole.
Il mare nero, che d’improvviso si gonfia, si sbatte e si agita, tormentato e triste.
Il mare che d’incanto ridiventa cristallino, intenso, steso, sereno, fino alla prossima tempesta.
E ritorna la calma.
Attendo…

Fire alarm

Fire alarm

Pensiero fisso da ieri mattina.
Stesso pensiero che ha punteggiato dispettoso la serata di ieri, a domandarsi che cosa stava succedendo in un altro pezzo di mondo.
Stesso pensiero appena sveglia stamattina.

No, oggi non sono felice. Oggi sono infastidita, nervosa, triste, arrabbiata con me perché non ho motivo nè diritto di sentirmi così.
Seccata perché non ho tenuto protezioni alzate e solo ora, così senza difese, mi rendo conto che se mi schianto mi farò veramente male.
Troppo tardi per far scattare l’allarme interno…

Ho paura.

Battito di vita

Battito di vita

2 di notte.
Niente sonno.
Troppa adrenalina che scorre.
La testa piena di sogni, di dubbi, di speranze.
Il cuore pieno di luce, di amore, di vita.

Come farfalle colorate e allegre che sbattono le ali intorno ai fiori, così i battiti del mio cuore: fanno un casino silenzioso, ma ogni colpo d’ala, ogni battito, è così potente da sollevare l’intero corpo in alto.
Sangue pompato direttamente alla testa, con forza, così da risvegliare i neuroni più sopiti.
E tra quel cuore che pulsa forte e quel cervello che lancia impulsi, io non posso dormire.

Ma questa volta ho un sorriso ebete e i miei occhi sono tornati a brillare…

Contare fino a 11!

Contare fino a 11!

Sono felice, ma proprio felice! Che più felice non si può.

Ah, sì, ieri dicevo di frenare la mente, di tenere le briglie? Macché, io sono felice, ma così felice che non riesco nemmeno ad addormentarmi per l’adrenalina che ho in corpo!!!

Un anticipo bruciante su ogni aspettativa. Devo solo contare fino a 11, altro che 48. Lo faccio io un 48!!!

Continua ad essere senza senso, ma io faccio un sacco di cose senza senso. E sento che ne uscirà qualcosa di buono. Sorriso

 

Let the fairytale start…

Patience

Patience

Quando lascio che la mia mente viaggi senza briglie, allora mi infilo in cunicoli pericolosi.

Potrei trovarmi accartocciata sulle mie stesse macerie e aver fatto tutto da sola.

DEVO mettere un freno, almeno per quei 48 giorni che mi separano dall’incontro con la realtà. Quel che la mia anima sola reclama non deve trovare spazio fino ad allora. Non so come fare, davvero, non so come tenere a bada tutto ciò che vorrei riversare, tutto ciò che vorrei regalare, tutto ciò che vorrei vivere…

Ma devo aspettare, buona buona, cercando di preservarmi.

Santa pazienza…

I’ll wait, dear, sometimes I get so tense but I can’t speed up the time… … Said, sugar, take the time ’cause the lights are shining bright…

Gli stessi passi

Gli stessi passi

Quando viaggio non posso mai fare a meno di pensare che tutte queste terre, questi luoghi, questi venti, tu non li respirerai.
Ogni volta mi chiedo se e cosa ti piacerebbe, quali particolari noteresti tu, sicuramente diversi da quelli che noto io.
Quanti viaggi hai fatto solo con la fantasia, quanti non hai avuto modo di rendere veri. Quanti paesaggi non visti attraverso i tuoi occhi, quante riflessioni e idee non discusse.
Così, in tutti i viaggi che farò, saremo insieme.
Ti porto io con me fratello mio: nel mio cuore, nei miei occhi, nei miei passi.

Lo so che è a me che serve, e non a te. Ma mi piace pensare che tu riesca a farti vento e ad accompagnarmi volteggiando accanto al mio orecchio.
Perché io possa sentirti quando hai viaggi da raccontarmi.
Perché tu possa udirmi quando racconto i miei al vento…

Todos hermanos – Parque de Anaga

Todos hermanos – Parque de Anaga

Cammino per ore all’interno del bosco, letteralmente immersa in un’altra dimensione, che mi rapisce.
Profumo del bosco, odore del muschio sulle mani, rumore del vento tra gli alberi, e l’oceano là in fondo che si confonde col cielo…
In questo posto non esistono guerre, ostilità, fazioni: in questo posto siamo tutti fratelli.
Così mi sento: in pace col mondo, amo quel che mi circonda e tutti i miei fratelli, animali, piante e persone…

Oceano di pace

Oceano di pace

Puerto de Santa Cruz.
Un anno e mezzo che non vedo il mare e anche se non sono “tipa da mare” ogni tanto mi fa piacere starci.
È diverso dal mare italiano…è oceano. Ha un fascino particolare: è freddo, violento nel suo infrangersi con forza sulle rive, è profumato, tantissimo.
È una presenza che si fa notare, attraverso il suo profumo pungente, onnipresente, che ti entra nei polmoni e che resta sui vestiti e nei capelli.
È forte, è maschio.
Passeggio per chilometri avanti e indietro: quel sottofondo costante e cadenzato mi culla, quell’odore salino mi apre i polmoni. Mi stanca, ma mi rassicura.
E oggi Dio solo sa quanto mi serviva un po’ di questa pace…