1 maggio: alla conquista del castello – Bergamo Alta
Giornata calda e assolata, la città vista dal basso è bellissima. Salgo per una ripida scalinata e mi ritrovo all’improvviso nel cuore antico di questo luogo. Vicoli stretti e pavimentati tra case antiche. Una chiesta più recente costruita su una più antica e le due costruzioni si sovrappongono in maniera evidente, il contrasto è fortissimo: una spoglia base romanica trasformata in una costruzione ricca e sfarzosa: sembra una reggia più che una Chiesa, è ridondante e barocca. Enormi affreschi, arazzi appesi e miriadi di decorazioni colorate.
E poi un cartello che indica il castello di San Vigilio. Un castello? Vado! Subito!
Mi inerpico per una ripida stradina, salgo per un tempo interminabile e sulla cima le rovine di un antico castello., fatto di cunicoli e sotterranei. Si scende invece di salire, è una strana sensazione, sembra di entrare in luoghi segreti e in effetti da fuori il castello quasi non si vede. C’è solo una torre, ma tutto il resto è un sotterraneo da scoprire…
Bergamo… bella da vedere
2 maggio: profumo di Cinque Terre
In piedi alle 6.30, naturalmente ho deciso ieri sera la mia meta di oggi. Alle 23.30 trovo qualcuno in possesso di una connessione ad internet e in grado di trovarmi un treno.
8.10 in stazione, il mio treno ha i posti esauriti.. non ci credo. Riesco in qualche modo ad ottenere il biglietto e parto puntuale, assonnata e felice. Sola. Da quanto non viaggio in treno? Che bella sensazione… il tempo di leggere, di scrivere, di osservare persone e paesaggi, il tempo per dormicchiare, per pensare, per godermi un viaggio. Destinazione: Cinque Terre.
Scendo a Rio Maggiore e prendo un sentiero che arriva fino a Monterosso. Cammino per ore, costeggiando il mare, immersa in una flora lussureggiante e tipicamente ligure. Oggi sono triste, non riesco a staccare, ma c’è qualcosa che riesce restituirmi serenità: un’ora in riva al mare, ascoltando solo le iode che si infrangono sulla spiaggia. Credo sia il suono più rilassante del mondo. E i profumi di questi luoghi… profumi intensi, profumi che calmano… ma oggi non riesco a sorridere.
Riprendo un treno, regionale come ai vecchi tempi, direzione Milano. Domani un’altra avventura di Heidi.
Cinque Terre: belle da camminare
3 maggio: Bologna… it’s love
Non me le ricordavo le corse per non perdere i treni… quelle non mi mancano, i viaggi in treno un po’ sì. Riesco a prenderlo al volo e dopo due ore sono a Bologna.
Tappa obbligata nella sala d’attesa… non avevo idea che quel giorno ci fossero così tanti bambini, rimango tristemente colpita.
Inizio il mio giro per questa città che mi appare da subito magica. È emozionante! Portici su portici, stile antico in quasi tutti gli edifici. Si respira un’aria che mi piace un sacco: poco traffico, nessuno suona il clacson, non c’è il rumore tipico delle grandi città, le persone sono calme e sorridenti, vanno in giro in bicicletta.
C’è un sole stupendo, tutto è sereno. L’aria che si respira qui mi sta piacendo da morire. Non riesco a non sorridere, ogni angolo è una scoperta, ad ogni passo si apre alla vista un porticato, una chiesa, una statua. È magnifico.
Niente orologio, niente cartina, telefono spento. Cammino per ore e anche oggi non ho pronunciato parole. Il tempo per stare con me. Una mezz’ora al Parco della Montagnola: qui è tutto una bancarella, musica reggae e abiti colorati appesi. Mi piace, m,i piace un sacco: trasmette l’idea di semplicità unita ad allegria, modo di vivere easy-going e colorato. Allegra, giovane, tranquilla, artistica, antica.
Back to the station: stasera si va a Como.
Bologna: bella da vivere.
4 maggio: da Guanzate ad Angera
Oggi giornata calma. Torno dai dintorni di Como, mi muovo verso Angera. Vorrei visitare qualche posto, mi suggeriscono dalla regia l’eremo di Sanata Caterina. Ma è troppo tardi, non faccio in tempo, sono attesa per pranzo e sono stata trattenuta troppo a lungo prima di riuscire a mettermi in macchina. Questo mi dispiace, avrei voluto visitare quell’eremo. Mi trovo in luoghi pieni di ricordi, ricordi di sensazioni, di quanto ero felice ogni volta che arrivavo qui, ricordi del motivo per cui ero felice. Mi sembrano luoghi così familiari… mi prendo mezz’ora per me, per stare in riva al lago. Da un po’ di tempo penso troppo, forse penso troppo da sempre. Il lago non aiuta, mi mette tristezza da sempre con la sua bellezza cupa.
Passa un treno sul ponte di ferro. La prima volta che ne ho sentito parlare mi è stato descritto come il ponte che porta dalla Lombardia al Piemonte e quella è per me la definizione con cui lo identificherò sempre. Ma oggi resto di qua.
Vado dalla mia amica, che vuole condividere con me la realizzazione di un sogno che ci accomuna: ha comprato una casetta in pietra in mezzo al verde. Mette insieme i pezzetti della sua vita insieme ad un’altra persona.
Ho voglia di avere un sogno da condividere e da vivere in due, mattoncino dopo mattoncino
Angera: bella da ricordare