Archivio delle Categorie: I viaggi di ZingarHeidi

Todos hermanos – Parque de Anaga

Todos hermanos – Parque de Anaga

Cammino per ore all’interno del bosco, letteralmente immersa in un’altra dimensione, che mi rapisce.
Profumo del bosco, odore del muschio sulle mani, rumore del vento tra gli alberi, e l’oceano là in fondo che si confonde col cielo…
In questo posto non esistono guerre, ostilità, fazioni: in questo posto siamo tutti fratelli.
Così mi sento: in pace col mondo, amo quel che mi circonda e tutti i miei fratelli, animali, piante e persone…

Oceano di pace

Oceano di pace

Puerto de Santa Cruz.
Un anno e mezzo che non vedo il mare e anche se non sono “tipa da mare” ogni tanto mi fa piacere starci.
È diverso dal mare italiano…è oceano. Ha un fascino particolare: è freddo, violento nel suo infrangersi con forza sulle rive, è profumato, tantissimo.
È una presenza che si fa notare, attraverso il suo profumo pungente, onnipresente, che ti entra nei polmoni e che resta sui vestiti e nei capelli.
È forte, è maschio.
Passeggio per chilometri avanti e indietro: quel sottofondo costante e cadenzato mi culla, quell’odore salino mi apre i polmoni. Mi stanca, ma mi rassicura.
E oggi Dio solo sa quanto mi serviva un po’ di questa pace…

Gambo

Gambo

La giornata inizia con un abbraccio, stretto, sentito, che simboleggia la consapevolezza di una decisione comune. Abbiamo fatto una scelta, noi fratelli a catena, il cui anello di congiunzione ancora una volta sei tu.

Abbiamo trovato pace, finalmente, un modo pulito di interpretare le tue intenzioni, uno scopo nobile, che ti sarebbe piaciuto tanto. Entrambi ci siamo guardati con le lacrime agli occhi e la certezza di aver fatto una scelta che avresti condiviso e apprezzato, e speriamo di avere la tua benedizione dal cielo perchè vada in porto.

Ti porteremo di nuovo nell’Ombelico del Mondo, dove tu già hai portato il tuo cuore anni fa. E adesso che ci penso non mi spiego come mai non mi sia venuto in mente prima. Forse serviva tempo, forse serviva accettare. Forse serviva capire…

Immagine mappa

June holiday – Part III

June holiday – Part III

Dormire in un agriturismo in mezzo al Carso e vicino ad una grotta che si scopre essere la cavità turistica più grande del mondo: la Grotta Gigante . E non voler chiedere di più per due giorni di assoluto relax, con il telefono staccato e il mondo che scompare.

Io amo le grotte e questa mi ha lasciato senza fiato. Si scende per  110 metri e si scopre un mondo scavato dall’acqua in milioni di anni. Difficile anche immaginare quanti siano e come si siano formate stalattiti e stalagmiti così anziane, tanto che alcune sono riuscite a ricongiungersi in una commovente colonna… meraviglioso. 11° tutto l’anno, il 96% di umidità tutto l’anno, qualsiasi cosa succeda fuori Come un mondo fintamente immobile, ma che cresce 1 millimetro ogni 20 anni. Come si fa a non farsi delle domande…

Trieste ora custodisce in fondo ad una grotta un fardello pesante. Pesante solo per me. Da lì è passato il mondo…

Il viaggio di ritorno è una serie positiva di pensieri a ritmo di Guns ‘N Roses.

Scelti per l’occasione, si sono subito rivelati la musica giusta per 4 ore di solitari sorrisi.

(Not) incidentally in the air: Guns ’N Roses

My personal selection: Rocket QueenOne in a millionUsed to love her - PatienceCivil War

June holiday – Part II

June holiday – Part II

Sarà la mezzanotte che porta consiglio ma decido a quell’ora di domenica che la mattina dopo sellerò il cavallo alla volta di Trieste. Peccato che la mattina le previsioni del tempo non favoriscano la scelta per cui ripiego sulla fedelissima e amatissima Clio.

Così ho l’occasione di ascoltare buona musica tutto il tempo vagolando con i pensieri.

Mi mangio Trieste in due giorni, cammino fino allo sfinimento, visitando tutto ciò che riesco: P.za Unità, la Cattedrale di San Giusto e  relativo Castello, mi inerpico per vedere l’Arco di Riccardo, ridiscendo fino al Teatro Romano e continuo ad aggirarmi per le strade della città. Riesco a vedere il Faro mentre mi dirigo al castello di Miramare (splendido! Ste, i dettagli dei mobili fotografati sono tutti per te, prendi ispirazione). E riesco pure ad abbrustolirmi in due ore di mare.

Trieste ha qualcosa di speciale, è in una calma che potrebbe esplodere, sa di vissuto e di sofferto, sa di forte identità (anche se non italiana), sa di storia.

Perchè di lì è passata la storia…

Incidentally in the air: Depeche Mode e, mentre scrivo, Lynyrd Skynyrd – Simple Man

June holiday – Part I

June holiday – Part I

Bisogna dividere in parti i miei ponti perchè sono tante tappe.

La prima inizia un sabato mattina quando con E. si parte alla volta della Liguria.

Meta decisa a mezzanotte e mezza la sera prima: Loano

Meta effettivamente raggiunta dove molteplici cambi di idea: Recco

Nel mezzo un frastuono di storie che si accavallano, discorsi che si iniziano e non si finiscono se non 12 discorsi più in là, traffico dell’altro mondo, musica (buona e variegata, naturalmente) e tanta voglia di staccare da tutto, cosa che ci riesce molto bene.

Giunte alla meta ci riesce molto bene anche l’azzanno di focaccia di Recco e leccornie varie! Qualche ora in spiaggia, serata a Portofino con un mio amico genovese e risate a non finire nel percepire la diversità di quelli di là (ringraziando caldamente Chi ci ha posto di qua).

Tra andata e ritorno abbiamo ascoltato buona parte dei miei cd (che sono parecchi), ci siamo emozionate, rattristate, sollevate, e soprattutto abbiamo riso come pazze!

Con la consapevolezza che il tuo odore è Ossigeno ma io Piccola Iena

capisco finalmente come anche senza te si possa ancora respirare 

 

(Not) incidentally in the air: Afterhours (varie ed eventuali)

Alla scoperta di una radice

Alla scoperta di una radice

1 maggio 2009, dopo anni di intenzioni si è passati finalmente alla realizzazione e così io e mia madre ci siamo dirette verso La Bouilladisse, piccolo paesino sperduto fra le campagne della Provenza dove avevamo una radice da scoprire.

Il ramo francese della mia famiglia si chiama Long.

Non avevo mai pensato prima a questo fatto, ma una parte del mio albero genealogico ha un altro nome. La parte che è rimasta francese.

E’ stato emozionante essere nella stessa casa dove nacque mio nonno, calpestare le stesse antiche mattonelle, vedere lo stesso paesaggio e lo stesso tramonto. Sentire storie sulla sua infanzia e immaginarselo là, sulla pippla, su quell’albero da cui cadde rompendosi un polso. Storie sentite da sempre ma che era impossibile localizzare.

Ora so cosa guardava, conosco il posto dove è nato, conosco i parenti rimasti là e mi sento più vicina a un’altra radice da cui provengo e che, caso vuole, è così simile a quella da cui sempre ho saputo di provenire…