Sono figlia

Sono figlia

Sono figlia di suolo e di foglie,
di odori pungenti che il bosco raccoglie;
di terriccio bagnato, di coperte di verde
di salite insidiose, su cui sguardo si perde.
Verità contadina, cose semplici e pure,
di persone ancestrali, senza troppe paure.
Vita e acqua che scorre, animali nei boschi,
in quei giorni d’autunno, sempre un po’ troppo foschi.
Verità degli abbracci fra la povera gente
che di esser cordiale ancor non si pente
Verità dei sorrisi senza chieder gettone,
di collaborazione, di miseria e persone.
Di un lontano passato, con attrezzi e mestieri
per sfamare la gente: questi i soli pensieri.
Libertà un po’ legata, ma nel cuore sentita,
che si vincola ai campi e ama tanto la vita;
libertà necessaria, come il pane nel forno,
che di grandi ricchezze non ha proprio il contorno.
Sono figlia di cielo, di sorgenti e montagna
e di vita che scorre, come l’acqua che bagna.

Le tue strade

Le tue strade

Ripercorro le strade che tu percorrevi per rivivere quel tuo mondo inquieto che mi risparmiavi perché mi amavi troppo.

Scorro le strade che ti facevano compagnia nel tuo vagare notturno tra lucciole e finte luci in cerca di umanità.

Un bar, i campi, casa tua, tutto mi passa davanti agli occhi e ripenso al capannone dove facevi fiorire la tua arte, dove facevi sbocciare le meraviglie che non riuscivi a costruire nella tua vita.PIC_0062

Mi hai amato troppo mentre io non ti ho amato abbastanza per donarti un po’ di quella meraviglia che incidevi perenne nel tuo legno.

Libero parole

Libero parole

Libero parole e mi pare di imparare a respirare per la prima volta.

Sento fin in fondo ai polmoni l’aria che rotola. A questo mi serve scrivere: ad arrivare su cime che non so scalare, a toccare profondità a cui non so scendere, a specchiare un retro che non so guardare in viso.

Metto in rima, scrivo a caso, limo frasi, sporco fogli. Mi faccio largo fra gli aggettivi, ascolto il rumore dei verbi, l’effetto che fanno, sposto parole, le ricompongo, cerco una strada, cerco un insieme, che si componga come mi piace, che soddisfi tutti i miei sensi.

Gioco, mi diverto, mi emoziono, mi scopro brava, mi scopro scarsa, passo le ore e non me ne accorgo, mi stacco da tutto, ma tocco me stessa.

Unica passione che davvero riconosco di avere, acerba, non coltivata, creduta infruttuosa e inabile a darsi un senso e una forma. Ma in fondo, cosa importa se anche non riuscirò a viverci?

Io libero parole e nel farlo libero anche – soprattutto – me stessa.

Hope

Hope

Vorrei avere qualcosa da dire, ma questo silenzio interiore parla per me.

Quand’è così di solito mi sveglio una mattina dopo mesi di pensieri nel mio retrocranio e tutto diventa chiaro e le decisioni vengono da sole.

So cosa mi sta stancando, so cosa non voglio fare, so cosa mi rende inquieta e insoddisfatta.

Aspetto paziente che il mio cervellino partorisca un’idea o una soluzione e mi fido di lui.

Sono quasi curiosa di sapere cosa ne uscirà ma so per certo che saranno cose positive che mi faranno essere felice.

Quindi attendo con fiducia e speranza l’idea del secolo Sorriso

Sospesa

Sospesa

In bilico su un ciglio, dove mi sono avventurata.
Attendo di capire quanto sto rischiando.
Percepisco la paura ed insieme la speranza.
Tremo, in attesa che la tua mano mi spinga o che mi tiri a sé.
Dove mi sono avventurata?
Salvaci.

Fly away

Fly away

Improvviso risveglio in preda a dubbi e paure.
Mi accorgo che in qualche ora di sonno qualcosa è cambiato.
Mi risveglio diversa, con un cuore pesante e con un freno tirato.
Voglio scappare, il primo istinto è la fuga. Uno spazio e un rifugio, come sempre da sola. Un volo che mi porti via…

Inquietudine

Inquietudine

Ecco che torna

Si prende i miei vuoti

Li riempie di nulla

Fa tanto rumore

Mi vuole confusa.

Paura ed amore

Possesso e libertà.

Anima nomade,

che sempre sta in fuga

ma anela a restare

come un lupo affamato

vicino alle case.

Errabonda lei vaga,

testolina confusa,

fra tanti pensieri

che la chiudono a lui.